Gli indicatori di velocità del Capitale Circolante Netto, forniscono, come prima informazione, la durata media del ciclo del circolante, dove per durata media si intende il tempo, espresso in giorni, che mediamente trascorre tra il momento del pagamento ai fornitori dei fattori produttivi correnti ed il momento dell’incasso dai clienti dei ricavi inerenti le vendite o prestazioni cedute. Per procedere con il calcolo di tale indicatore, occorre specificare i momenti rilevanti sotto il profilo economico e finanziario.
I momenti di rilevanza economica sono quelli relativi all’esecuzione delle prestazioni relative all’acquisto di beni e servizi; quelli di rilevanza finanziaria sono di regolamento monetario di acquisto e vendita; qualora sussistessero dilazioni di pagamento, tali momenti verrebbero a coincidere cpn il pagamento dei debiti verso fornitori e con l’incsso dei crediti verso clienti.
Le distanze che intercorrono tra i momenti rilevanti corrispondono agli indici di velocità del circolante espressi in giorni:
- tempo medio di giacenza delle scorte (tempo che intercorre tra l’acquisto e la vendita)
- tempo medio di incasso dei crediti verso clienti ( tempo che intercorre tra vendita e incasso)
- tempo medio di pagamento dei debiti verso fornitori (tempo che intercorre tra acquisto e pagamento)
la durata media del ciclo del circolante è quindi pari alla somma algebrica tra:
- tempo medio di giacenza delle scorte
- tempo medio di incasso dei crediti verso clienti
- tempo medio di pagamento verso fornitori
ovvero, come accennato in precedenza,
il tempo medio che intercorre dal pagamento ai fornitori all’incasso dei clienti; può essere espresso secondo la sottostante formula:
gg ciclo del circolante = (gg scorte + gg clienti) – gg fornitori
La durata media del ciclo del circolante è correlata al potere contrattuale dell’azienda; le aziende di maggiori dimensioni riescono ad avere dei cicli di circolante di misura ridotta,
- costringendo i fornitori a tempi di consegna molto brevi, sino addirittura al just in time e clienti a tempi di ordinazione molto lunghi, con riduzione dei tempi di giacenza delle scorte
- pattuendo con i clienti tempi di pagamento brevi e con i fornitori tempi di pagamento lunghi
La durata media del circolante è quindi legata alla struttura e alle prassi commerciali esistenti nei singoli settori, per cui non è corretto individuare valori soglia o valori ottimali che verifichino se la situazione è determinabile come soddisfacente o meno. Alcuni settori, come nel caso delle costruzioni o delle commesse pluriennali, hanno cicli del circolante lunghi ( dati i processi produttivi lunghi), che comportano un ostacolo al mantenimento dell’equilibrio finanziario di breve termine.
Per le aziende di grandi dimensioni, è fisiologico avere dei cicli del circolante negativi, avendo talvolta cicli del circolante perfino minori di zero, quando il pagamento ai fornitori avviene solo successivamente all’incasso dai clienti. In tal caso è ovvio si generi un’eccedenza di liquidità più elevata quanto maggiore è la distanza tra incasso e successivo pagamento ai fornitori.
Un esempio di tali settori è la Grande Distribuzione Organizzata che può pagare perfino dopo 120-180 giorni dalla consegna.

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