"Mr. Coleman", ovvero il sociologo James Coleman, ha dato un chiaro e utile contributo alla definizione di Capitale Sociale. Il concetto in realtà trova origine già nel 1920, grazie ad un saggio realizzato ad opera della riformatrice scolastica americana Lyda Hanifan, in cui la stessa sosteneva che questa tipologia di Capitale trova riferimento nei beni tangibili che più d'ogni altro hanno valore nella vita di una persona. Si tratta cioè di valori quali la solidarietà, i rapporti sociali, l'essere parte di un'organizzazione.
Glenn Loury, nel 1977, farà uso del concetto di Capitale Sociale, come strumento utile ad analizzare la disuguaglianza che si può riscontrare al riguardo dell'aspetto quantitativo di uno stipendio, a seconda che quest'ultimo sia destinato ad un soggetto appartenente ad una razza piuttosto che ad un'altra; quanto ne scaturisce sarà fonte di critica personale verso le discriminazioni poste in essere dai datori di lavoro e verso la mancanza di azioni programmatiche produttive finalizzate all'eliminazione di tali politiche.
Loury sottolinea altresì come "Nessuno percorra la strada in completa solitudine. é il contesto sociale in cui avviene la maturazione dell'individuo a condizionare ciò che individui con la medesima competenza possono ottenere".

E' qui che si pone l'intervento di James Coleman; il sociologo fa uso del concetto di Capitale Sociale per dar sviluppo alla sua teoria fondata sì sulla razionalità dell'essere umano, ma distante da quanto sostenuto dalla teoria economica classica, che fu prettamente una teoria individualistica.
Aspetto fondamentale alla base della stessa nascita e formazione del Capitale Sociale, è l'esistenza e l'attivazione di Relazioni. Non può esservi Capitale Sociale senza Relazione, ovvero senza quei comportamenti attivati al fine di ottenere un medesimo obiettivo o risultato.
Tra le diverse forme che il Capitale Sociale può assumere, di notevole riguardo è il Credit Slip. E' un concetto che il sociologo applica nel contesto ristretto della struttura familiare, ma che è facilmente estensibile all'intera società. Il Credit Slip è definibile, nella sua originaria accezione, come il controllo esercitato dal capofamiglia sullo stesso capitale sociale ed in contemporanea, l'interesse di ciascun componente familiare al che lo stesso venga attivato, ogni componente è quindi in condizione di poter esigere un credito. In virtù di questo, si rileva specularmente la formazione di un' Obbligazione Sociale: il debitore sociale si sente quindi in dovere, non in obbligo, di " ricambiare il favore ricevuto", a patto che alla base del rapporto sociale vi sia una cementata fiducia, la stessa fiducia che funge non solo da corroborante della relazione, ma anche da "enzima" per l'attivazione di ulteriori rapporti che porteranno alla nascita di un Sistema.
Coleman, J. (1988), Social Capital in the Creation of Human Capital.
Hanifan, Lyda J. (1916), ‘The rural school community center’Coleman, J. (1988), Social Capital in the Creation of Human Capital.

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