mercoledì 29 ottobre 2008

Accendete la luce perfavore... piccolo sfogo fuori programma

Nella giornata di ieri, respinto ogni emendamento dell’opposizione al decreto Gelmini. Sotto Palazzo Madama rimane un centinaio di studenti, il cui sit-in si conclude solo per la pioggia ormai incessante. Oggi alle 9.00 si prevede il voto al Senato: se approvato il decreto diventa Legge.

Domani, giovedì, 9 treni speciali, 1.000 pullman, nonchè manifestanti ‘fai da te’. Non mancheranno anche i tre rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.

Possibile che questa sia solo una manovra della sinistra? Possibile che quel che sappiamo sul decreto siano solo una serie di “menzogne”? E allora, di grazia, perchè non illustrarci i punti ancora oscuri…perchè non cercano di far luce sulle confuse menti? Oppure la situazione è proprio questa: l’Università non ha fondi, si trasforma in fondazione privata, io Esimio Prof. Cav. corrispondo una magnanima e filantropica donazione all’Università, (tanto è esente da tassazione!) dove caso vuole, studi mio figlio… quindi, cari i miei professori…capite bene che vi pago lo stipendio, non vorrete mica sognarvi di non insegnare come si deve o addirittura di bocciare il mio pargolo, vero?…

Chi arranca ad arrivare a fine mese, per tipologia di lavoro o per la “flessibilità” che oggi lo caratterizza, e dovesse sentirsi dire “papa’!..voglio andare all’università”… dovrà rispondere al proprio figlio…” Figlio mio, queste son cose per ricchi, accetta il tuo status sociale, noi siamo dall’altra parte”…

Non so voi, a me sembra di tornare nel passato…

Da studentessa universitaria, vi posso dire che non sono del tutto contraria ai tagli, l’Università ha bisogno urgente di una riforma, perchè purtroppo c’è troppa gente a cui viene corrisposto uno stipendio e non lavora, chi invece, pur lavorando, non intasca un €!!! Le ultime due riforme poi, hanno solo causato caos e moltiplicazione dei corsi di Laurea, quello cioè di cui tanto si lamentano, e che han creato loro, i signori di turno al governo!!! non di certo l’Università…

Occorre effettuare una Riforma seria, ponderata, e a lungo termine ( non che ogni governo debba modificare a suo piacimento), gestire meglio i fondi, MA NON TOCCARE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEI MENO ABBIENTI, è un sacrilegio! Ma la Costituzione qualcuno se la legge ogni tanto? IL DIRITTO ALLO STUDIO NON SI DEVE TOCCARE…volete riformare l’Università..bene, ma invece di scriverci “… posibilità di tramutarsi in fondazione privata..” ( possibilità che in realtà senza fondi diventerà necessità di sopravvivenza), dite come intendete tutelare gli studenti!!! Qui tutti dimenticano che l’Università è degli Studenti! Come si gestirà la situazione di una retta troppo alta per uno studente meritevole ma non abbiente ? Qualcuno ce lo dice?

Solo un’ultimo accenno alla situazione della scuola: non ho informazioni dettagliata, ma posso dirvi che ho felicemente frequentato le elementari con 3 maestre, più l’insegnante di religione, a quei tempi purtroppo inglese e informatica ancora non erano previste…beh, mi volete dire perchè, soprattutto al giorno d’oggi, un bambino dovrebbe trovarsi bene con un maestro prevalente? e questo maestro prevalente cosa fa? è multitasking? passa dalla matematica alla storia alle scienze come nulla fosse? cos’è, insegna anche inglese?? ah no, mi dicono, inglese viene assegnato ad un altro insegnante..

vogliono ridurre l’orario…e se mi riduci l’orario, io mamma, come faccio a correre ogni giorno alle 12.30 a prendere mio figlio che sono a lavoro? perchè non lasciate il tempo pieno??…ah no, si correggono, il tempo pieno rimane, noi infatti mica licenziamo, ma spostiamo gli altri insegnanti nella fascia pomeridiana…

eeeeeh??? ho capito bene? ma se dite che l’orario si accorcia, poi, no no!, c’è anche il tempo pieno e ci mettiamo gli insegnanti che non saranno prevalenti…fatemi capire…ma che cavolo state facendo??? allora lasciate tutto cosi’ com’è no?? gli stipendi a quegli insegnanti devi corrisponderli comunque se non li licenzi! e se ora c’è già il pomeridiano e dite di non volerlo togliere…ma perchè disorganizzare l’orario attuale?? proprio il sistema che permette a quei bambini di apprendere nozioni appartenenti a più discipline in modo graduale.

.. Quando avrete le idee più chiare fateci sapere qualcosa..

sabato 11 ottobre 2008

Mr. Coleman


"Mr. Coleman", ovvero il sociologo James Coleman, ha dato un chiaro e utile contributo alla definizione di
Capitale Sociale. Il concetto in realtà trova origine già nel 1920, grazie ad un saggio realizzato ad opera della riformatrice scolastica americana Lyda Hanifan, in cui la stessa sosteneva che questa tipologia di Capitale trova riferimento nei beni tangibili che più d'ogni altro hanno valore nella vita di una persona. Si tratta cioè di valori quali la solidarietà, i rapporti sociali, l'essere parte di un'organizzazione.


Glenn Loury, nel 1977, farà uso del concetto di Capitale Sociale, come strumento utile ad analizzare la disuguaglianza che si può riscontrare al riguardo dell'aspetto quantitativo di uno stipendio, a seconda che quest'ultimo sia destinato ad un soggetto appartenente ad una razza piuttosto che ad un'altra; quanto ne scaturisce sarà fonte di critica personale verso le discriminazioni poste in essere dai datori di lavoro e verso la mancanza di azioni programmatiche produttive finalizzate all'eliminazione di tali politiche.

Loury sottolinea altresì come "Nessuno percorra la strada in completa solitudine. é il contesto sociale in cui avviene la maturazione dell'individuo a condizionare ciò che individui con la medesima competenza possono ottenere".



E' qui che si pone l'intervento di James Coleman; il sociologo fa uso del concetto di Capitale Sociale per dar sviluppo alla sua teoria fondata sì sulla razionalità dell'essere umano, ma distante da quanto sostenuto dalla teoria economica classica, che fu prettamente una teoria individualistica.

Aspetto fondamentale alla base della stessa nascita e formazione del Capitale Sociale, è l'esistenza e l'attivazione di Relazioni. Non può esservi Capitale Sociale senza Relazione, ovvero senza quei comportamenti attivati al fine di ottenere un medesimo obiettivo o risultato.

Tra le diverse forme che il Capitale Sociale può assumere, di notevole riguardo è il Credit Slip. E' un concetto che il sociologo applica nel contesto ristretto della struttura familiare, ma che è facilmente estensibile all'intera società. Il Credit Slip è definibile, nella sua originaria accezione, come il controllo esercitato dal capofamiglia sullo stesso capitale sociale ed in contemporanea, l'interesse di ciascun componente familiare al che lo stesso venga attivato, ogni componente è quindi in condizione di poter esigere un credito. In virtù di questo, si rileva specularmente la formazione di un' Obbligazione Sociale: il debitore sociale si sente quindi in dovere, non in obbligo, di " ricambiare il favore ricevuto", a patto che alla base del rapporto sociale vi sia una cementata fiducia, la stessa fiducia che funge non solo da corroborante della relazione, ma anche da "enzima" per l'attivazione di ulteriori rapporti che porteranno alla nascita di un Sistema.



Coleman, J. (1988), Social Capital in the Creation of Human Capital.
Hanifan, Lyda J. (1916), ‘The rural school community center’